PASSI

Titolo: Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia (PASSI)

Durata del progetto: 2008 – in corso

 

Descrizione

PASSI si caratterizza come una sorveglianza in Sanità Pubblica, a rilevanza nazionale (DPCM del 3 marzo 2017 sui Registri e sorveglianze), che raccoglie in continuo informazioni sugli stili di vita e fattori di rischio comportamentali, della popolazione adulta residente di 18-69 anni, connessi all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la prevenzione delle malattie croniche.
Dal 2013 PASSI rappresenta uno strumento strategico in tutti gli ambiti in cui entrano in gioco la definizione e la valutazione delle politiche di prevenzione e promozione della salute: è fonte per il monitoraggio degli obiettivi di salute definiti nei Piani Nazionale e Regionali di Prevenzione 2014-2019 e dell’’indicatore composito sugli stili di vita “Proporzione di soggetti con comportamenti/stili di vita non salutari”, inserito all’interno dei nuovi LEA inizialmente avviato in via sperimentale nel 2014 e entrato a far parte della griglia LEA, come valutativo, negli anni successivi.
Inoltre “Sorveglianza dei fattori di rischio di malattie croniche e degli stili di vita nella popolazione” è inserita all’interno dei nuovi LEA relativamente all’area prevenzione collettiva e sanità pubblica (DPCM sui nuovi LEA-Livelli Essenziali di Assistenza).

 

Obiettivo

I temi indagati sono: fumo, attività fisica, eccesso ponderale, consumo di alcol, consumo di frutta e verdura, consumo di sale, rischio cardiovascolare, adesione agli screening oncologici, adozione di misure di sicurezza per la prevenzione degli incidenti stradali, o infortuni in casa, copertura vaccinale antinfluenzale e antirubeolica nelle donne in età fertile, gravidanza e allattamento, stato di benessere fisico e psicologico, e ancora alcuni aspetti inerenti la qualità della vita connessa alla salute; su molti di questi aspetti viene anche rilevata l’attenzione di medici o operatori sanitari. Vengono inoltre rilevate variabili di tipo socio-demografico (genere, età, titolo di studio, condizioni economiche, stato civile, composizione familiare, cittadinanza, condizione e posizione professionale, settore e mansione per i lavoratori, comune di residenza) per stratificare gli indicatori di salute con lo scopo di orientare l’azione verso il contrasto alle disuguaglianze di salute.

 

Tipo di studio

La popolazione di studio è costituita dalle persone di età compresa tra 18 e 69 anni iscritte nelle liste delle anagrafi sanitarie ovvero residenti sul territorio di competenza delle ASL. Il campionamento previsto si fonda su un campione mensile stratificato proporzionale, per sesso e classi di età (18-34, 35-49, 50-69 anni). È previsto un campione annuo di circa 35.000 unità per il livello nazionale. La raccolta delle informazioni avviene tramite interviste telefoniche, effettuate nel corso di tutto l’anno da operatori/personale dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL opportunamente formati, a cittadini selezionati come unità campionarie.
Tutte le Regioni e Province Autonome partecipano all’indagine sin dal suo avvio; il numero complessivo di ASL partecipanti supera ogni anno il 90% delle aziende totali, fornendo indicazioni su oltre il 90% della popolazione nazionale residente in Italia. Circa il 90% delle ASL partecipanti, lo fa con un campione rappresentativo a livello aziendale.

 

WP/Riepilogo attività

I dati del sistema di sorveglianza PASSI permettono di studiare e monitorare nel tempo la presenza di disuguaglianze nella salute, nell’esposizione ai fattori di rischio a questa connessi e nell’accesso alla prevenzione e valutare quanto alcuni interventi di prevenzione collettiva siano in grado di moderarne gli effetti.
Alcuni esempi:

  • Salute: Cattiva salute (percepita), sintomi depressivi, patologie croniche, diabete sono maggiormente frequenti fra le persone socialmente svantaggiate, per condizioni economiche e livello di istruzione.
  • Stili di vita: Fumo, sedentarietà ed eccesso ponderale o obesità sono maggiormente frequenti fra le persone socialmente svantaggiate, per condizioni economiche e livello di istruzione.
  • Screening oncologici: le persone socialmente più svantaggiate per istruzione, difficoltà economiche o cittadinanza straniera si sottopongono meno frequentemente di altri ai test di diagnosi precoce di dei tumori della mammella, del collo dell’utero e dell’intestino, che sono quelli per i quali il SSN offre programmi organizzati di screening. Lo svantaggio nella partecipazione al test di screening tra le persone socio-economicamente più svantaggiate diventa meno evidente nel caso dei programmi organizzati di screening, caratterizzati da offerta attiva, basata su un invito della ASL e su offerta di percorsi assistenziali gratuiti, rispetto al ricorso spontaneo dell’assistito al test di screening.
  • Vaccinazione antirubeolica: differenze significative nei tassi di immunizzazione contro la rosolia fra Italiane e straniere (rispettivamente pari al 60% e al 36%). Fra queste ultime particolarmente bassi sono i tassi fra le donne di recente immigrazione, meno di 5 anni (30%) e nelle donne provenienti dai paesi ad alta pressione migratoria dell’Africa Sub Sahariana e dell’Asia (27%). Tali differenze non sono imputabili a differenze nelle caratteristiche sociodemografiche né a fattori di rischio connessi alla salute. Altre barriere, culturali o ostacoli all’informazione, possono giocare un ruolo determinante nell’accesso alla vaccinazione antirubeolica in questi gruppi di popolazione, rendendoli particolarmente vulnerabili.
  • Consigli degli MMG per corretti stili di vita: I residenti stranieri riferiscono meno frequentemente che un medico o altro operatore sanitario abbia consigliato loro di smettere di fumare, perdere peso se in eccesso ponderale o aumentare il livello di attività fisica se sedentari. Essere residenti da più tempo in Italia aumenta la probabilità di ricevere consigli per adottare stili di vita salutari, ma non elimina la differenza per cittadinanza. I risultati evidenziano che i medici hanno difficoltà nel relazionarsi con/dare consigli a pazienti percepiti come diversi dal proprio ambito culturale.

 

Responsabile del progetto: Maria Masocco (maria.masocco@iss.it)

Responsabile of the WP/Attività sulle disuguaglianze: Maria Masocco (maria.masocco@iss.it), Valentina Minardi (valentina.minardi@iss.it)

Dipartimento/Centro: CNAPPS

Sito web: https://www.epicentro.iss.it/passi

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